Così, ti cattura Samadhi, con una mano sul cuore ed una sulla fronte. Per guardare ad occhi chiusi orizzonti lontani dal mondo, ma estremamente vicini all’anima profonda di noi stessi e delle cose.

Sarà l’arancio, il cedro atlantico, l’incenso o la mirra? Quelle materie che viaggiano congiuntamente per elevarci nello spirito? Trovare noi stessi nella profonda concentrazione e silenzio della mente. Fermare i pensieri distruttivi che ci appesantiscono come metalli – fatica mentale – e concentrarci su ciò che abbiamo davvero. Un ora denso e irripetibile, la più grande sfida che abbiamo.

Samadhi in sanscrito vuol dire letteralmente “mettere insieme”, giungere alla concentrazione attraverso uno stato meditativo costante.

Barbara Pozzi di Olfattiva traduce questo concetto così profondo in un profumo che ci accompagna durante il nostro viaggio verso un atteggiamento mentale che unisce, indirizzando le nostre energie mentali verso un’unica meta. Senza dispersioni, senza distogliere lo sguardo appassionato pieno di beatitudine, forza e serenità. Io vedo in fondo al percorso il cuore. Respirando Samadhi si può scorgere un’indicazione per la strada verso il pensiero infinito.

“L’attenzione conduce all’immortalità, la disattenzione alla morte; gli attenti non muoiono mai, i disattenti sono come morti.”  Gautama Buddha

E’ l’equilibrio giusto tra le note di Samadhi – e la loro incredibile forza – a renderlo un profumo di una potenza mentale incredibile.
Il viaggio della fragranza inizia con un arguto ma morbidissimo arancio, vivace e rassicurante, si presenta per equilibrarci e prepararci alla forza del cedro atlantico che stabilizza la nostra potenza – il nostro coraggio interiore – irrompendo con eleganza. Rassicura, avvolgendoci le spalle e dandoci una piccola spinta verso ciò che vogliamo davvero.
E poi Samadhi ci sorprende: con un gesto – come due mani che si uniscono e si portano verso l’alto – ci offre un’esperienza profonda, ci congiunge al nostro lato spirituale grazie all’incenso. Mostra il ponte che ci collega al cielo. Questo ponte, dall’odore denso e un po’ balsamico, è la mirra – nell’Egitto antico si racconta che provenisse dalle lacrime di Horus, il Dio del Cielo.
Samadhi ci induce alla riflessione. Ci rassicura e ci prepara con serenità ad un viaggio per ritrovare il nostro cuore, nella profonda – e a volte buia – complessità della nostra anima.
Per quelle anime che non smettono mai di cercare, di camminare. Per quelle anime libere – e a volte un po’ irrequiete – per le quali una domanda rappresenta un’opportunità di avere esperienze.

Gioioso, elegante ed introspettivo. Samadhi ci accompagna nella nostra giornata con discrezione ma con la sicurezza di essere sempre lì, con noi, per non farci vacillare, per mantenere chiara ed unita la nostra visione sul mondo e sul cuore.