Effetto Dior Homme

Particolarmente stuzzicata, ispirata ed interessata alla sezione LifeStyle di Grazia.it ho deciso di scrivere questo post come stendardo del mio Blog. Considero l’argomento del mio blog gli odori, il profumo parte del Lifestyle in quanto modo di vivere, un mondo che non riguarda necessariamente solo il beauty ma si estende a storia e cultura ed ha quel lato emozionale che ci permette di cambiare, reinventare il nostro modo di essere anche quotidianamente.

 

Se vi dico Vetiver di Haiti, Patchouli dell’Indonesia e Cuoio vi fa pensare istantaneamente qualcosa di concreto?

Be’ alla sottoscritta fino ad otto anni fa non avrebbe fatto pensare proprio a nulla, fino a quel giorno. Quel giorno dal quale in poi sarebbero cambiate una miriade di cose per me, cose interiori… cose da donne forse o semplicemente il risveglio di alcunché di latente veramente importante: era giunto il momento di usare il naso.

“Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di19 opporvisi.” (Patrick Süskind)

Era un pomeriggio come tanti, classico attacco per un racconto nostalgico… e invece no, era decisamente un pomeriggio da polverizzare: tante cose da studiare, litigi in famiglia e qualche livido al cuore in qua e la, insomma una giornata pessima. Camminavo con decisione lungo la via che separava la mia casa da un delizioso negozio di belle arti (sì, frequento questi posti che sanno di carta, vernice e stantìo), sentivo il freddo pungermi il naso e allo stesso tempo entrarvi con spavalderia e liberarlo, i capelli al vento e quello che c’è sotto decisamente fra le nuvole. Bastò un attimo, forse meno di un attimo, meno di un secondo… quello che non si chiama tempo che basta per mandare in tilt il cervello… io lo chiamo scheggia, appunto bastò una scheggia per impietrire il mio passo bloccandomi totalmente in mezzo alla strada – che succede? – questa frase pensai socchiudendo le palpebre: era un odore, un profumo, qualcuno che sapeva di meraviglia.  Il profumo di una qualche persona che evidentemente mi passò a fianco mi paralizzò totalmente ed iniziai a provare un turbine di sensazioni mai provate prima: un ricordo che neppure sapevo di avere con me – Esistono ricordi che non abbiamo mai vissuto? – una miscela di malinconia per qualcosa di perso, calore di qualcosa di fondamentale che scalda il cuore e di shock per non averlo ricondotto a qualcosa in mio possesso. Un profumo sconosciuto svegliò in me l’uso del naso come mai ne avessi fatto consapevolmente nella mia vita, e tutto quello che d’involontario avessi mai vissuto prima si palesò come un dipinto surreale e sentitissimo. Il senso ideale.

Tornata a casa rimuginai non poco sull’accaduto, tanto che spesi settimane per ritrovare quello che riuscì ad emozionarmi così tanto da illucidirmi gli occhi: Dior Homme. Tutto qui, vero? Semplicemente Dior Homme e come appresi successivamente dal mio approfondimento nel mondo che così tanto mi appassiona,più precisamente le note di fondo Vetiver di Haiti, Patchouli dell’Indonesia e Cuoio; questo episodio m’introdusse ufficialmente nel mondo degli odori, e divenne ahimè il mio metro di misura emozionale per tutte le fragranze che successivamente e che tutt’ora vado ad annusare. Quello che io chiamo Effetto Dior Homme.