I love chocolate! Il profumo del cioccolato

“[…] Proviamo a percepire l’odore del contenuto, non appena aperta la confezione. Quale messaggio arriva alle narici? Sprofondiamo nella sensazione dell’aroma e osserviamo il colore, la forma, le sfumature del cioccolato tra le nostre mani. Ascoltiamo il suono della tavoletta mentre ne fratturiamo un pezzetto e lo mettiamo in bocca. Quanta forza abbiamo calibrato tra le dita?”

M.Williams

Il solo nome ci fa sorridere e sentirlo pronunciare già provoca la così detta “acquolina in bocca”. Il cioccolato – Theobroma cacao «nutrimento per gli dei» – era solo una bevanda. Oggi pur potendone apprezzare le innumerevoli qualità nelle centinaia di formati in commercio e i migliaia di accostamenti con altri aromi, il cioccolato conserva ancora in sé quel mistero che lo rende celestiale. Il suo segreto non sta tanto nella materia prima, ma nella sua armonica miscelanza di aromi. La cosa incredibile è che in particolare l’odore ha un effetto potentissimo sulla nostra mente, ancor prima del sapore stesso.

Parlando del profumo di cioccolato a quanto pare, secondo gli studi chimici dell’American Chemical Society «Per un aroma di cacao di buona qualità, occorrono solo 25 dei quasi 600 composti volatili presenti nelle fave di cacao», dice il professor Schieberle della Technische Universität München di Monaco di Baviera, autore dello studio. È incredibile crederci ma pare che i componenti del suo profumo, presi uno ad uno, abbiano poco a che fare con il cacao e siano aromi come patate fritte, frutta come pesche e miele e addirittura carne cotta… grassi di manzo, cavolo, l’odore di terra, di cetrioli arrivando persino al sudore umano.

Quindi quando ci troviamo di fronte ad una mirabolante tazza di cioccolato fumante, o quando annusiamo il profumo di una crema corpo all’aroma di cacao non stiamo annusando una sostanza singola, ma una miriade di odori insieme! I ricercatori hanno mappato i diversi aromi e li hanno messi insieme per testare il mix finale, scoprendo la presenza di elementi olfattivi insospettabilmente in grado di darci la percezione complessiva del cioccolato.

L’odore del cioccolato crea un’atmosfera di rilassatezza e induce benessere fisico. La cioccolata è un alimento sensuale che stimola come sappiamo la produzione di endorfina, sostanza euforizzante e antidepressiva. Ecco perché con il suo profumo ci aiuta  a gustare la vita nel suo momento. Il profumo del cacao per esempio è adatto alle persone che peccano di esagerata serietà ed intransigenza con se stessi.
L’effetto diciamo sensuel del profumo di Cioccolata è dovuto alla sua presenza nella nostra memoria olfattiva con le emozioni piacevoli procurate dai dolciumi, creme e gelati di cui i dolci aromi del cacao e della vaniglia sono spesso la componente principale ed anche perché il suo profumo ci riporta indietro alla fase in cui il neonato scopre la vita attraverso sensazioni che sente circondare il suo corpo… pensate solo al profumo di talco!

Quindi la prossima volta che vi entrerà nelle narici l’odore di cioccolato, saprete perché lo amerete ancora… un mix di frammenti olfattivi e di aromi che rappresentano piccoli piaceri della vita e che in quel momento, cambieranno il vostro stato d’animo.

GAROFANO: IL FIORE CHE CURA IL CUORE

E’ un fiore, un’essenza, un ricordo, una cura e un odore. Il Garofano, il fiore più discreto che ogni giorno può capitarci sott’occhio senza invadere la nostra vista. Ma se solo aprissimo le narici verso i suoi petali, scopriremmo un odore antico che sa di leggende e d’amore. Scopriremmo anche che divertendosi si nasconde in una miriade di prodotti che utilizziamo e, inconsapevolmente, lui ci accompagna ogni volta.

Siamo abituati a vederlo all’occhiello ma siamo anche avvezzi ad associarlo al dolore, alla morte. Questo fiorellino ci sorprende tante sono le sue versioni.

Il Garofano o Dianthus, dal greco “fiore degli Dei”, appartiene alla famiglia delle Caryofyllaceae. Il genere abbraccia oltre 300 specie di piante erbacee e cresce nelle zone più temperate del mondo.

La leggenda narra che un giovane pastore si innamorò della dea Diana (Dea greca della caccia), che dopo averlo abilmente sedotto lo abbandonò. Incapace di rassegnarsi, il giovane folle d’amore pianse fino a morirne e dalle sue lacrime cadute a terra nacquero dei meravigliosi fiori, i garofani. Per questo il fiore viene immediatamente associato al dolore ed alla morte, anche nella tradizione cristiana, secondo la quale il garofano si originò invece dalle lacrime versate da Maria alla morte del figlio e cadute in terra.

L’odore del garofano è delicato e pungente, molto femminile e dalla persistenza discreta. Viene utilizzato persino in cucina, ad esempio, i suoi petali possono decorare i piatti con il loro aspetto elegante, ma anche costituirne cibo. Infatti i petali sono commestibili e possono arricchire di colore e originale sapore il piatto, a condizione che i fiori utilizzati non siano stati chimicamente trattati in precedenza.

Ovviamente è spesso usato in profumeria per l’ispirazione orientale, l’essenza assoluta di garofano viene estratta dai fiori di Dianthus mediante utilizzo di solvente. L’essenza assoluta di garofano è un liquido molto denso, dal colore verde-bruno e dall’aroma erbaceo e floreale molto intenso. Numerosissime composizioni di fragranze contengono essenza di garofano, alleggerisce il bouquet floreale e lo rende più femminile.

FOCUS SULLE FRAGRANZE CHE CONTENGONO GAROFANO:

Vitriol d’Oeillet di Serge Lutens; Jaipur bracelet de Boucheron; Baiser Volé di Cartier; Dianthus di Etro; Fleur de Louis di Finmark; Vintage gardenia di Jo Malone; L’air du Printemps di Nina Ricci; L’hetre revé de Nez-à-nez.

NOTE DI CUORE: COFFEE, CAFÈ, CAFFÈ!

“Quando io morirò, tu portami il caffè, e vedrai che io resuscito come Lazzaro.”

Eduardo De Filippo, in Fantasmi a Roma, 1961

Eduardo non aveva poi tutti i torti. Secondo un’indagine dell’Università di Coventry la caffeina stimola il sistema nervoso scatenando effetti benefici su pelle e ossa, oltre a stimolare la potenza muscolare, regalare una buona dose di buon umore e di energia in più. Ma da dove deriva tutto questo? Oggi scopriremo da dove ha origine il caffè!

Il caffè è una bevanda ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea, all’interno di questo genere sono state identificate circa 100 specie, ma le specie più importanti per la nostra economia sono tre:

Coffea arabica, la più antica

Coffea canephora (sin. Coffea robusta), la più coltivata

Coffea liberica

La derivazione è dall’arabo qahwa: identificava il succo estratto da alcuni semi che veniva consumata come bevanda di colore rosso scuro, il quale, una volta ingerito, provocava effetti eccitanti, utilizzato anche come medicinale. Oggi, la parola araba sta  precisamente per Caffè.

La leggenda dice che un pastore di nome Kaldi pascolava capre in Etiopia. Un giorno le bestiole trovando una pianta di caffè cominciarono a mangiarne le bacche e le foglie.  Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con un’energia mai manifestata. Vedendo questo il pastore capì la ragione e abbrustolendone i semi, poi li macinò e ne fece un’infusione ottenendo Caffè!

Quindi ora vi è facile intuire perché anche solo l’aroma del caffè ci infonde – attraverso i recettori olfattivi – un messaggio di dinamicità e al contempo lo associamo ad una sensazione piacevole, quella che lenisce il risveglio per la maggior parte delle volte, traumatico. Associamo mentalmente ormai il caffè ad una pausa dallo stress, una pausa per stare in compagnia, il caffè ha la funzione (per esempio nei luoghi di lavoro) di poter socializzare o perché no, di conoscere nuove persone. Questa bevanda è talmente radicata nella nostra quotidianità e cultura che ci sono centinaia di associazioni mentali che il suo solo odore può scatenare.

La caffeina ha effetto stimolante sul sistema nervoso e su quello cardio vascolare e in cosmesi viene utilizzata per preparare prodotti anticellulite, snellenti e tonificanti per il corpo e cosmetici anti-age per il viso e per il contorno occhi. Per la profumeria gli esperti dicono che l’aroma del caffè ha circa 5000 diverse sfumature e combinazioni olfattive difficili da copiare. In profumeria le note di caffè hanno fatto il loro ingresso con l’arrivo nella moda delle fragranze orientali e quelle gourmet.

Qualche esempio?

Black Opium di Yves Saint Laurent, A*Men Pure Coffee  di Thierry Mugler, Coffee Break di Maison Martin Margiela, Ristretto Intense Café di Montale, Velvet Rouge  di Arte Profumi, Café Tuberosa di Atelier Cologne, Black Afgano di Nasomatto.