Profumi per fare bei sogni

Quando si dice dormire bene… preoccupazioni a parte, pare che riposare bene e fare bei sogni non sia così impossibile.

Prima di abbracciare il cuscino siete ansiosi? Preoccupati per un esame? Tormentati dal lavoro? Niente paura, sembra impossibile ma anche in questo caso il nostro naso può aiutarci.

Si fa presto a dire “Buonanotte” o “Fai bei sogni”, non dipende da noi molto spesso come lavora il nostro inconscio (magari si potesse avere qualche dritta!) ma può dipendere da noi cosa mettiamo sotto il naso. Ebbene sì, sembra che…

SE NELLA CAMERA DA LETTO SIANO PRESENTI ODORI ‘PIACEVOLI’ SI RIPOSI MEGLIO E SI FACCIANO BEI SOGNI, DI PER CONTRO CATTIVI ODORI O ODORI TROPPO FORTI PROVOCHEREBBERO INCUBI E SONNO AGITATO.

Vero o no dobbiamo dare una chance a questo scienziato tedesco Boris Stuck (Policlinico ospedaliero di Mannheim).

Sembra che fragranze aromatiche e delicate come l’odore di rosa, regalino sogni belli, mentre odori sgradevoli  come possono essere i residui olfattivi della cena, condannano a sogni negativi. Questo ricercatore ha svelato per la prima volta questo legame pochi mesi fa al Meeting Annuale dell’ Head and Neck Surgery Foundation di Chicago.

Immaginate per un iperbolico istante di poter controllare il sonno da questo punto di vista, sarebbe sorprendente alla vigilia di un evento per voi importante o magari solamente per poter rigenerare un sonno perduto.

Sono state coinvolte nell’esperimento un gruppo di persone che hanno profumato le loro camere da letto per diverse notti, con aromi diversi o con cattivi odori. Al mattino i partecipanti raccontando i loro sogni e connotandoli dal punto di vista emotivo, hanno fatto emergere chiaramente la correlazione:

I SOGNI ERANO POSITIVI PER I SOGGETTI CHE HANNO DORMITO IMMERSI IN UN AROMA GRADEVOLE COME QUELLO DEI PETALI DI ROSA, CATTIVI INVECE PER COLORO CHE NEL SONNO AVEVANO RESPIRATO AD ESEMPIO UOVA MARCE O ODORE DI BRUCIATO.

Anche gli odori dunque giocano un ruolo importante per una Buonanotte, la relazione ormai è stata ufficializzata. Quindi sembra che per abbandonarci tra le dolci braccia di Morfeo (e non precipitare nelle grinfie dell’insonnia) a quanto pare basti spruzzare qualche goccia di essenza di fiori sul cuscino o perché no, magari anche qualche erogazione del nostro profumo preferito su noi stessi.

Ricordatevi sempre i punti ideali dove il nostro profumo va indirizzato! Dietro le orecchie, alla base del collo, all’interno degli avambracci e dietro le ginocchia.

In Aromaterapia questi sono gli oli essenziali con effetto distensivo e rassicurante:

Lavanda

Mandarino

Verbena

Arancio amaro

Neroli

Camomilla

Gelsomino

Sogni d’oro e meno occhiaie per tutti!

L’odore della città

È quell’odore che hai addosso, l’odore della città. Quello che ti scorre sulla pelle della giacca, s’intreccia nelle trame dei tessuti, quello che senti appena scuoti i capelli, quello che quando ti svegli si mescola all’odore del caffè.

La città è un enorme contenitore di fragranze: ci sono quelle a base vegetale, quelle a base sintetica, quelle che sanno di uomo, di donna, quelle che ricordano le lacrime e la morte. Quelle che scoppiano di vita. Ci sono fragranze che pensi di non carpire ma nel silenzio e nel buio della notte evaporano dal caldo dell’asfalto e danzano, su, nell’aria. Raggiungono la  tua finestra ed iniziano a cantare una ninna nanna lunghissima, dura un sonno.

Ogni persona è un profumo, ogni fiore è una nota, ed il vento aiuta a vaporizzare tutto in un enorme nebbiolina invisibile di odori.

La senti addosso, la città. La senti specialmente in quelle bellissime e luminosissime giornate piene di buon umore quando passeggi in primavera col sole sul viso. Ti rendi conto d’un tratto di essere parte di un infinito insieme di essenze, quelle essenze dentro e fuori i corpi. E la natura ti avvolge e avvolge tutti i corpi.

C’è qualcosa d’irreale nell’odore di smog, di caldo, di frenesia. È un gioco artificiale, una composizione solo di note di testa e di fondo. Ti stordisce in un attimo e la sera a casa, la persistenza della vita di trattiene immagini, persone e sensazioni. E allora noi siamo forse le note che stanno al cuore?

È il profumo della città. Vero, crudo, sognante e sincero. Quello che ti dice tutto insieme e lascia decidere a te cosa assimilare, cosa indossare il giorno successivo. È come l’odore di un’amante ossessiva, come l’odore di qualcosa di vissuto e fuggito.

È la città che sospira.

Lo smartphone che profuma

NON-VEDO-NON-SENTO-MA-ANNUSO.

In una società in cui si parla per abbreviazioni, ci si mandano cartoline virtuali, i Social Network hanno sostituito le interminabili chiacchierate al telefono e i migliaia di blog sono i nuovi Vogue o Harper’s bazaar come si può dare veramente attenzione a qualcosa? Come ci si può emozionare e dare valore ai gesti o alla presenza delle persone a noi più care? Come può un conoscente fare la differenza con un vero amico? Come può veramente qualcosa sorprenderci ancora superando la barriera noia?

Non esistono quasi più le lettere, come faremo a commuoverci per un invito  o per gli auguri di compleanno? Tutto diventa dozzinale, i sentimenti diventano anemici ed i colori sono pixel… dobbiamo semplicemente adattarci alla specie oppure possiamo ricorrere a qualche piccolo trucco per servirci della tecnologia e sentirci coinvolti in quello che viviamo?

Questo mi sono chiesta incappando in una scoperta dal Giappone veramente interessante… si chiama Scentee.

A breve sarà possibile trasformare normali avvisi di notifica, ad esempio gli SMS, ricezione di un’email o di una notifica Facebook, in esperienze olfattive! La giapponese Scentee, grazie ad un gadget esterno da applicare all’iPhone, ha creato l’accessorio che ci farà sentire diversi profumi a seconda delle notifiche ricevute. Si potrà scegliere un odore dolce per l’sms del fidanzato/a  oppure uno acre o amaro per un messaggio del capo!

Per ora gli odori acquistabili sono caffè, lavanda, rosa, rosmarino e fragola, a breve tempo si amplierà la scelta (rosa, menta, ecc…). Le cartucce consentono cento nebulizzazioni che sfruttano particolari vibrazioni ad ultrasuoni, in grado di rilasciare la fragranza scelta unita ad acqua e surfactanti che ne facilitano la solubilità. Questo particolare accessorio si fissa all’ingresso degli auricolari dell’iPhone e, gestito dall’app apposita che permette di settare le preferenze, vi farà vivere momenti piacevolissimi. Ovunque voi siate.  Oltre all’iPhone, Scentee si può utilizzare anche su iPad e iPad Mini, insomma abbiamo veramente la possibilità di portarlo sempre con noi e a dirla tutta sembra essere anche essere la ricezione di notifiche più discreta. Le suonerie vi infastidiscono? Con Scentee sarà tutto risolto perchè ne sentirete solo il profumo.

In un futuro neanche tanto prossimo le aziende produttrici di fragranze, ad esempio, potranno informare i potenziali clienti facendo annusare i nuovi profumi in anteprima, senza che gli utenti possano spostarsi dalla poltrona di casa o dall’ufficio. Arrivare ovunque in un tempo più che breve, istantaneo. È solo un’innovazione nel marketing o c’è di più? Quanto alla fine perderemo il contatto con noi stessi? O mi viene semplicemente da pensare a come i nostri sensi potranno subire un’evoluzione o a quanto i nostri sensi possano portarci all’acquisto incosapevole. Qualunque sia il nostro destino, sarà comunque piacevole essere circondati da qualcosa che non sia soltanto un’immagine.

Il grande dilemma: Eau de Parfum o Eau de Toilette?

Non fu solo Amleto ad avere dilemmi irrisolti…

Vi è capitato mai di essere in profumeria e chiedervi qual è la differenza sostanziale tra le varie tipologie di fragranze? Di essere indecise su quale acquistare della vostra preferita? Oggi chiariremo le differenze e le particolarità di un Eau de Toilette, Eau de Parfum, Parfum e Cologne.

Innanzitutto è importante mettere in luce immediatamente che le differenze tra le quattro categorie è puramente per concentrazione di oli essenziali contenuti nel solvente.

Parlando di Eau de Toilette si ha una concentrazione tra il 5% e il 10% di essenza. La miscela è composta inoltre dall’acqua che conduce le molecole odorose ed ovvviamente dall’alcohol.

Nell’Eau de Parfum parliamo invece di un 15-20% circa in alcohol a 90° (la composizione più verosimile all’immagine odorosa che ha avuto il naso compositore)  e poi abbiamo il Parfum con la concentrazione più alta di materie prime il 25-35% in alcohol a 95° oltre alla concentrazione, si ha un odore molto più intenso e di conseguenza anche più persistente.

Parlando di Colonie invece si parla di freschezza, la sua concentrazione si aggira all’1-2% , è ideale per il dopo doccia o semplicemente per non sentirsi appesantiti d’estate o per chi preferisce una bassa persistenza addosso.

Non vi resta quindi che scegliere il vostro profumo anche all’uso che deciderete di farne. In base alla concentrazione e quindi alla persistenza, ci sono momenti e situazioni ideali per usare le nostre fragranze.

L’Eau de Parfum per esempio, avendo un’alta intensità,  fa emergere la nostra presenza  marcatamente resistendo sulla pelle anche 6-8 ore; è indicato per la sera o nel tempo libero quando non siamo costretti ad essere circondati da molte persone che potrebbero non gradire una persistente presenza aromatica. L’Eau de Toilette invece è indicatissimo per il giorno, per andare a lavoro, per lo svolgersi di ogni nostra giornata indipendentemente da quello che andremo a fare. La sua persistenza è di circa 3-4 ore. Va fatto presente anche il fatto che dipende moltissimo dal nostro pH della pelle, come cambia la fragranza e per quanto tempo possiamo avvertirla, quindi la scelta dipende anche da questo fattore.

Avete mai fatto caso al fatto che la stessa fragranza in versione EDT, EDP e Parfum cambia leggermente? Questo dipende dalla decisione di rendere più leggeri o più intensi gli accordi, di far emergere di più questa o quella nota. Interessante vero?  Non vi resta che entrare in profumera e sperimentare su qualche mouillette, ad ognuno la sua fragranza! 😉

FOCUS SULLE FRAGRANZE DA SPERIMENTARE NELLE DIFFERENTI VERSIONI EDT, EDP:

n°5 di Chanel; For Her di Narciso Rodriguez; Shalimar di Guerlain.

A PROPOSITO DI PIRAMIDI… OLFATTIVE!

Le piramidi: icone dell’architettura egizia, massime espressioni d’arte e del tempo che scorre. La loro presenza fino ai giorni d’oggi è un vero e proprio prodigio.

Ma lo sapevate che esistono anche altre tipologie di piramidi? Sono costruzioni evanescenti,  frutto di un processo creativo indirizzato, dove ogni mattone è una nota odorosa: parliamo di piramidi olfattive.

Vi sarete sicuramente chiesti come procedono i nostri Maitre Parfumeur a comporre una fragranza dopo averla immaginata nella loro mente, no? Molto semplicemente sanno quali note utilizzare e in che proporzioni ed equilibri; a seconda dell’idea, della persistenza o la sensazione che vogliono trasmettere, partono dalle materie prime e abbozzano delle formule con i componenti e i grammi. Per realizzare esattamente un dato effetto c’è bisogno della conoscenza degli odori approfondita, si sviluppa la composizione gradualmente e quando la bozza risulta soddisfacente s’inizia a mettere in flacone gli “ingredienti” e nella maggioranza dei casi l’alcohol che funge da veicolante. Se l’accordo è complesso, se contiene cioè innumerevoli note, ci vogliono diversi giorni o settimane prima di poter annusare un campione su di una mouillette e poterne dare un giudizio.

Gli accordi si compongono sempre sulla base di TESTA-CUORE-FONDO o i più semplici TESTA-CUORE. I profumi si distinguono, per composizione, in due  categorie in base al loro svilupparsi nel tempo: ci sono quelli che raccontano la loro storia dalle 3 alle 8 ore (iniziano, si sviluppano nella parte centrale, per poi stabilizzarsi alla fine) e quelli che rimangono lineari per tutta la loro persistenza sulla pelle. C’è da dire che sebbene la fragranza rimanga ben identificabile dall’inizio alla fine, come un’opera teatrale, si svolge però in tre atti differenti. In questo hanno tutti e tre durate differenti: le note di testa si aggirano intorno ai 10 minuti, quelle di cuore circa 2-3 ore e quelle di fondo fino alle 8 ore. Ecco perchè parliamo di Piramide: la base è quella che ha ampio raggio di durata per poi rastremarsi verso l’alto ed avere una durata più breve.

Come potete quindi vedere dall’immagine il vostro profumo ha una propria personalità, un carattere ben definito da tutte le note che il creatore della fragranza ha voluto utilizzare, ciascuna col proprio tempo d’entrata in scena.

Gli accordi di testa generalmente sono quelli più frizzanti e delicati, sono i primi che irrompono nelle nostre narici e quelli che vanno a presentarci la fragranza, immaginateli come una sorta d’introduzione… per poi arrivare alle note di cuore, più sostanziose, quelle che ne mostrano il carattere e quelle che rimangono a portata di naso a lungo grazie al loro peso specifico; mano mano che il cuore si affievolisce s’inizia a sentire la “struttura” del nostro profumo: le note di fondo. Le note di fondo per esempio hanno anche la funzione di fissare il profumo sulla pelle, creano il passaggio da un accordo all’altro più equilibrato ed invisibile. Tutto deve essere calibrato con assoluta precisione.

Dovete sapere ad esempio che le Colonie invece, sono un’eccezione dalla nostra Piramide: sono composte solamente da accordo di testa e sfumano molto velocemente per la bassa concentrazione di oli essenziali che le compongono, note esperidate per lo più. Sono rinfrescanti e alleggeriscono il risveglio magari.

Tutte le note interagiscono col calore della nostra pelle ed evaporano a distanza di tempo differenti l’una dall’altra; è un gioco di scie profumate che crea disegni inaspettati sul nostro corpo. D’altra parte la fragranza che indossiamo deve evolversi nel corso della giornata assieme a noi e anzi può allietarci lo svolgersi  della giornata ed aggiungervi colore.

Qui in basso anche una dettagliata e utilissima descrizione delle famiglie olfattive con le loro note!

A voi la scelta della fragranza più giusta!

DAL PITTI FRAGRANZE… PILULES À PERFUME! PARTE II

Altra chiccha dal Pitti Fragranze 2013!

“L’anima è la memoria che lasciamo.”

Ambrogio Bazzero

… oltre alla memoria, potrebbe essere anche la scia che lasciamo,no? Parliamo di cura, di artigianalità, parliamo di arte e di produzione selettiva. L’anima ha un odore? – mi sono chiesta mentre la mia mente immaginava eterei flussi d’immagini, ricordi, sensazioni, emozioni, colori, suoni… tutti a comporre la melodia odorosa dello spirito. Esaltare gli odori e la loro persistenza, non solo fisica. Riuscite ad immaginarlo? Tutto questo è  MENDITTOROSA.

credits to: ob-fashion.com

Mendittorosa Odori d’anima  riporta alla luce l’infanzia della creatrice di questi odori, la passione e l’ispirazione tratta da scie di aromi che inondano il mondo; da questo amore per la ricerca e la sperimentazione è nata l’emozionante trilogia Alfa, Omega e Id. Con mia immensa e piacevolissima sorpresa mi è stato enunciato dalla stessa mente di queste creazioni che tutte e tre sono miscibili, ed in effetti provando a sperimentare sul momento ho provato un’indefinita soddisfazione! Ho sempre desiderato poter mescolare due personalità come possono essere due aromi con un carattere ben definito, il risultato è stato un delizioso accordo per le mie narici. Oltretutto pongo un punto di osservazione sul tappo del flacone, assolutamente naturale nella sua lavorazione, come lavorerebbe un artigiano del passato o come lavorerebbe il tempo o gli agenti atmosferici sulla materia.

Ricercatezza e artigianalità: zafferano, concreta di Iris e pietra nera di Iddu i cuori palpitanti di questi corpi liquidi ed eterei. Ognuno è un incontro da non dimenticare, un delicato velo che scivola e si adatta alle forme della nostra personalità.

Mendittorosa ad Esxence 2013 Guardate la testimonianza video!

IL NASO DIGITALE

In principio era l’uomo preistorico ad utilizzare l’olfatto come bussola, rilevatore di pericoli, nonché intercettatore di prede e di partner. Ma oggi? Come possiamo intendere il nostro naso come senso al quale affidarci per un corretto orientamento quotidiano? Diciamoci la verità, le nostre esigenze oramai sono cambiate… è cambiato lo stile di vita e di conseguenza ciò di cui abbiamo bisogno.

Io dico che “Anche il naso vuole la sua parte” e per questo ho deciso di dedicare questo post a quello che potremmo definire, orientandoci e dando uno sguardo al nostro stile di vita , il nostro nuovo NASO DIGITALE. Cioè il passaggio dallo strumento narici allo strumento WEB, una sorta di Naso Metaforico che con stile può aiutarci nelle nostre ricerche. Mettiamo lo smoking al nostro compagno di annusate e per oggi decontestualizziamolo.

Quando si dice “Aver naso per…” non è poi così sbagliato, il nostro amico al centro del viso viene teoricamente preso in causa grazie al suo fondamentale  fiuto. E  se i nostri recettori olfattivi fossero sostituiti da validi strumenti di ricerca ormai disponibili su internet? Già fatto! Potremmo comunque definire la nostra esplorazione una sorta di “Naso ideale” al quale affidarci in caso di necessità; questi strumenti che tutti abbiamo a disposizione in qualsiasi momento ci danno risposte immediate, un’infinita scelta ed anche un aspetto estetico niente male. Per noi donne sto parlando per esempio di shopping online, ci sono partners di internet retail per oramai un’infinita quantità di brand di fashion & design. All’interno di questi siti il nostro naso digitale si muoverà fra abbigliamento, accessori, beauty e qui veniamo al bello… anche nel mondo fragranze! Ad esempio un ottimo nose personal shopper potrebbe essere Shoppingdonna: semplice ed immediato muoversi fra le categorie merceologiche, grafica accattivante e leggera, e devo dire anche un’ampissima scelta di prodotti interessanti. Se potessimo avere degli odori reali per ogni sito web certamente Shoppingdonna sarebbe un mix di liquerizia-zenzero-vaniglia. Semplice no? Ti orienti – scegli – clicchi  e in poco tempo arriverà a casa la soluzione al tuo bisogno. Il nostro naso digitale non solo ci porta alla risposta al nostro problema, ma ci fa arrivare anche con un bel po’ di anticipo!

Potremmo definire strumenti di “fiuto digitale” anche i numerosissimi Blog che ormai ricoprono in maniera capillare ogni settore (e qui sono di parte lo so). Il blog potrebbe essere il ricettore olfattivo che mette un Alarm a nostro Cool Hunter cerebrale, ci avvisa e consiglia sui trend… la cosa fantastica è che il tutto si svolge in maniera diretta e velocissima. Le informazioni viaggiano – come dalle narici al cervello – quasi istantaneamente, oltretutto stimolano la nostra curiosità e tutto questo non fa che allargare il nostro raggio d’orientamento in rete. Ci mettono in comunicazione non solo con altre persone ma anche con informazioni che non abbiamo mai avuto.

Chissà come reagirebbe un homo sapiens ad un Alarm digitale “Gazzella in arrivo”?! Oggi ci sembra tutto così lontano: i nostri residui d’identità e di qualità innate di migliaia di anni fa, eppure alla fine ciò che cambia è lo strumento reale con il quale ci andiamo a cimentare; blog, siti web, tv sono solo evoluzione di pratiche che partono dai nostri sensi. Ogni pagina web, ogni immagine, ogni strumento che utilizziamo può essere paragonato a una composizione di essenze che alla fine ci riporta a sensazioni, emozioni e sorprese che non ci aspettiamo!  Il nostro naso oggi ha una doppia personalità… sta a voi decidere quando usare l’una e quando l’altra!

Vi aspetto al prossimo post! 

Eau de moi. Il nostro odore.

Siamo così assuefatti dal nostro odore corporeo da ignorarlo completamente, ma il nostro odore è la nostra firma chimica.

Lo sapevate che i nostri abiti rimangono impregnati dalle nostre orme olfattive per cinque anni? Pensare di lasciare una scìa naturale in ogni luogo dove siamo presenti fa riflettere, il mondo è dunque colmo di tutti gli odori dei suoi abitanti è come un cocktail di orme odorose e noi stessi siamo dispensatori di molecole che sanno di noi! Trattasi di un complesso di molecole che si trova sulla superficie delle cellule del corpo umano, assolutamente individuale e che aiuta l’organismo a difendersi dagli attacchi esterni di agenti patogeni. Simili a quelle che gli animali utilizzano per scegliere i loro compagni.  Per la prima volta, un gruppo di biologi tedeschi ha dimostrato che, attraverso analisi di risonanza magnetica funzionale, il nostro cerebro è in grado di riconoscere l’odore della propria pelle, distinguendolo dagli odori degli altri individui, in base alla combinazione di un particolare insieme di proteine: l’Mhc (Complesso Maggiore di Istocompatibilità).

E qui ritorniamo al discorso delle famose “NR – Nose Relations” (Se non lo avete fatto vi consiglio di leggere il post): meccanismi che influenzano l’olfatto nelle nostre preferenze sociali e sessuali;  da uno studio pubblicato qualche mese fa su Proceedings of the Royal Society B, è emerso che  si preferisce indossare un profumo similare al quello naturale emesso dal proprio corpo, sugli altri si tende invece alla ricerca della diversità, come dimostrato da uno studio del 1995,  lo Sweaty T-shirt study (Studio della T-shirt sudata),  molte delle donne che annusavano alcune magliette indossate per due giorni da uomini differenti, privilegiavano l’odore di quelli con molecole MHC diverse dalle proprie.  Mentre esse inspiravano gli odori, venivano scattate “fotografie” al cervello tramite risonanza. Quest’analisi ha valutato l’attività di aree cerebrali selezionate che venivano sollecitate dall’inalazione dei profumi. E’ quindi emerso che che c’è una nettissima differenza nella risposta tra lo stimolo olfattivo che contiene le molecole proprie e quello che non le contiene. E c’è una peculiare area del cervello che viene “attivata” soltanto dalle molecole medesime alle proprie. Incredibile!

Quando si dice… “Andare a naso” non si va poi tanto lontano da quella che è l’effettiva realtà dei fatti allora. Se nel nostro linguaggio occidentale quello che effettivamente manca è un vocabolario olfattivo per indicare gli odori che cogliamo, ci pensa in buona parte l’istinto. Questo mi fa riflettere su di un punto: tutto è materia olfattiva, lo siamo noi, la natura che ci circonda, gli animali, perfino gli oggetti… tutti facciamo parte di un disegno odoroso e ne emerge un’architettura incosciente profondissima. Per questo è così difficile, se non impossibile a volte, descrivere quello che annusiamo. Il nostro cervello registra l’odore ma lo etichetta come “inclassificabile” per via della nostra preferenza visivo-acustica.

Ci mancano le parole per descrivere ciò che sentiamo, il nostro corpo però in armonia con l’Universo intero agisce spontaneamente in maniera inconscia e crea collegamenti inaspettati… ma tutto è un quadro di profumi e noi siamo ogni singolo colore annusabile che compone il mondo.

LO STRANO C(N)ASO DI HELEN KELLER

“Le cose migliori e piu belle del mondo non possono essere viste e nemmeno toccate. Bisogna sentirle con il cuore.”

Diceva così Helen Keller, la donna scrittrice, attivista e insegnante americana che all’età di 19 mesi divenne sordo-cieca a seguito di una malattia. Vi porto l’esempio di questa strabiliante donna perché tralasciando per un attimo la variabilità dell’olfatto individuale e le cause che possono diminuirne o eliminarne del tutto la funzione, esistono poi dei particolari casi di ultra-sensibilità, quei casi in cui si parla di veri e propri geni del naso che non necessariamente lo sono per percorsi di studio o professionali ma per cause naturali o, come nel caso di Helen Keller, di disgrazie che portano ad incredibili soluzioni di vita.

Helen Keller nei suoi diari dedica moltissime righe descrivendo minuziosamente le sue esperienze olfattive da persona sordo-cieca e come questo uso del senso dell’olfatto nella sua vita diventi come non mai indispensabile, come se tutti i suoi sensi si fossero trasformati ed incanalati nel suo naso. Il suo naso poteva vedere, sentire, parlare, odorare e gustare. Lei riusciva attraverso la comunicazione col suo naso ormai affinatissimo ad identificare le persone, a tracciarne un profilo psicologico e perfino a capire che tipo di lavoro svolgessero. Aveva imparato a pensare annusando il mondo; privata degli altri sensi aveva amplificato all’impossibile quello dell’olfatto… riusciva a percepire cambiamenti metereologici e tutte le sfumature della realtà che la circondava, ogni odore per lei corrispondeva ad una lettera o una parola che le raccontava tutto quello che esisteva. L’olfatto assieme al tatto ed il gusto scaturivano in lei una capacità incredibile di riuscire a concepire persino i colori, sapeva scindere un colore dall’altro attraverso l’uso e la collaborazione all’unisono dei sensi; anche nel sonno Helen aveva piena consapevolezza di odori e colori e sapori “Negli odori e nei sapori vi sono qualità non abbastanza distinte per essere fondamentali” ecco perchè le chiamava così sfumature olfattive.

A prescindere dunque dal sesso (le donne sono sensibilmente più portate all’uso del naso),  uso di sostanze nocive (alcohol, tabacco e droghe), stato di salute generale e considerazioni di antropologia sensoriale la capacità e la variabilità dell’olfatto umano sono dunque estremamente vasti e pieni d’eccezioni. Esistono persone nelle quali la sensibilità all’olfatto è di gran lunga superiore alla norma per una serie infinita di ragioni, in questo caso nei ciechi questo senso diventa assieme al tatto il privilegiato, queste persone non appartengono alla già citata società visivo-acustica ma a quella nicchia esperienziale che privilegia la collaborazione dei due sensi più misteriosi e più incontrollabili che possediamo. Allenano il naso fino a farlo diventare ogni ragione di movimento, di scelta, di orientamento, perfino di sicurezza… si può parlare anche in questo caso di “vedere la realtà”? La mia risposta come potete leggere è implicita.

THE NOSE RELATIONS

E se ad un tratto scoprissimo oltre alle scarpe, il make-up, un bel sorriso o uno status symbol che c’è qualcos’altro che ci aiuta nelle nostre relazioni sociali?

Chi è? Il nostro naso ovviamente!

Quando si dice fiutare la gente… l’olfatto è il nostro primo approccio, il nostro primario strumento di selezione a prova di pelle quando ci troviamo a contatto con i nostri simili e per di più opera del tutto inconsciamente. Che scoperta non è vero? In realtà questa cosa è già ben nota dal nostro antenato Australopithecus  che pur essendo limitato in strumenti, sicuramente aveva un olfatto cento volte più sviluppato di noi, noi che abbiamo una naturale attitudine al visivo-acustico. Abbiamo quasi esiliato questa forma di sensibilità, anzi l’abbiamo resa solamente forma di bellezza quando c’è ben più da raccontare ed esprimere; se fossimo pienamente consapevoli delle potenzialità di questo senso capiremmo e conosceremmo meglio i nostri comportamenti socio-emozionali in una società che si esprime ad immagini.

Per stuzzicare la vostra curiosità vi faccio riflettere sul fatto che l’olfatto a differenza degli altri sensi, è sempre e comunque attivo; mentre la vista può essere parziale, l’udito c’è se siamo in presenza di suoni ad una certa frequenza o se usiamo il gusto solo e soltanto quando mangiamo qualcosa, l’olfatto non può essere volontariamente disattivato. È sempre presente, ci accompagna durante tutta la nostra vita. Negli animali e negli insetti  è l’organo vomeronasale a permettere all’animale di entrare in contatto con i suoi simili attraverso sostanze emesse che portano quindi delle informazioni e a differenza dell’organo olfattivo consente l’accesso a sostanze chimiche liberate nell’ambiente, quelle che conosciamo come feromoni. Queste sono dei veri e propri segnali comunicativi che influenzano la sfera sessuale e sociale. Noi specie umana non abbiamo questo organo che a quanto pare degenera dopo pochi mesi alla nascita, o quantomeno è considerato rudimentale, da qualche anno però è al centro di studi per la supposta esistenza di feromoni umani e quindi del loro valore semiotico.

È stato comunque accertato il fatto che nelle relazioni sociali come nella scelta del partner l’intervento dell’olfatto è silenzioso ma presente, ci accostiamo a qualcuno per qualche inspiegabile ragione, utilizziamo l’olfatto come strumento inconsapevole nella scelta del nostro compagno… è l’odore ad attrarci prima di qualsiasi altra cosa. Com’è l’odore ad allontanarci dalle persone quando percepito come sgradevole, o semplicemente quando adduciamo la spiegazione: è un fatto di pelle. Proprio così, l’odore della pelle.

L’idea che sia il nostro naso il selezionatore delle persone di cui ci circondiamo mi fa sorridere ed allo stesso tempo mi affascina tantissimo… questo senso che resta ancora un mistero per la biologia è per noi come un angelo custode, sempre cosciente nella nostra incoscienza e costante nelle informazioni e nelle sensazioni che ci trasmette. Potrebbe essere una delle poche certezze della nostra vita e chissà quante potenzialità si potranno ancora sviluppare grazie ad esso.