Carta

Libri in camera da letto, libri in soggiorno, libri in cucina, libri in auto, libri dappertutto.

Amo l’odore della carta. La sensazione che ho appena apro un libro è piacevole quasi più del profumo di talco. Sento il tempo che è trascorso, sento l’inchiostro, la stampa, la lavorazione… e, se proviene dalla biblioteca, la faccenda si fa ancor più interessante perché riesco a sentire ed immaginare le persone che come me lo hanno esplorato.

La mia mente cattura l’immagine della carta come un colore caldo, come quello che vedevo da bambina appena aperto un nuovo album da disegno: adoravo disegnare. Adoro tutt’ora disegnare.
Ogni carta però ha un odore differente per me: le pagine color avorio e di una certa data… mi danno tranquillità, certezza, sento quest’odore come qualcosa di romantico; la carta di un nuovo libro bianco mi ipnotizza, è nuova, il mio naso la sente pulita e la curiosità mi avvolge completamente; la carta velina mi ricorda le feste coi suoi regali. Ho sempre pensato che la carta da parati invece rendesse con la sua presenza unico e accogliente ogni ambiente, oltre quelle profumate, la carta verticale ha comunque un proprio odore che va a mescolarsi con quello delle persone e quello degli aromi che nascono all’interno di un ambiente domestico. Poggiando il naso su una parete e chiudendo gli occhi si potrebbe immaginare di essere a casa ovunque.

E se è vero che secondo studi scientifici l’odore dei libri deriva dalla combinazione e l’interazione della temperatura, la luce e l’umidità è altrettanto vero che annusando una pagina si possa arrivare a sentire quasi il legno vivo. D’altronde si parla comunque di una materia che rilascia sostanze organiche nell’aria e che a sua volta ne assorbe. Il principio si accomuna al nostro a quanto pare.

Bibliofobi a parte, chi non rimane affascinato sniffando un buon libro?